BIOGRAFIA
Gianfranco Rinaldi (Bracciano – 1952)
Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Artistico di Roma, ha proseguito le sua formazione iscrivendosi parallelamente al corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura. Sebbene la professione di architetto costituisca la sua attività principale, la pratica pittorica si è sviluppata negli anni lungo un binario autonomo, libero e indipendente, quasi da autodidatta.
Sin dagli esordi elegge il disegno a mezzo espressivo d’elezione, muovendosi tra il rigore di geometrie ricorrenti- che evocano la sua natura di architetto- e la libertà di segni gestuali e improvvisati, aggiungendo ad essi la pastosità materica dei pastelli ad olio.
Successivamente, l’urgenza espressiva evolve verso l’uso della tela e dei colori acrilici. Qui la sua ricerca si spoglia del superfluo per concentrarsi sugli elementi primordiali del fare arte: la pennellata, il chiaroscuro, la vibrazione cromatica e la modulazione della luce. Il suo lavoro si colloca coerentemente nel solco della tradizione modernista, intesa come un processo di progressiva depurazione volto a isolare l’essenza stessa del linguaggio pittorico.
E’ una ricerca visiva che rifugge la narrazione per aspirare a una atemporalità fondata sull’unicità e sull’irriproducibilità tecnica dell’opera.
English version
Gianfranco Rinaldi (Bracciano – 1952)
After graduating from the Liceo Artistico of Rome, he continued his education by simultaneously enrolling in the Painting program at the Belle Arti Academy I Rome, in the Faculty of Architecture. Although architecture is his primary profession, his painting practice has developed over the years along an autonomous, free, and independent path, almost self-taught.
Since the beginning, he chose drawing as his preferred means of expression, moving between the rigor of recurring geometries—evoking his nature as an architect—and the freedom of gestural and improvised marks, adding to them the material richness of oil pastels.
Subsequently, his expressive urgency evolved towards the use of canvas and acrylic paints. Here, his research strips away the superfluous to focus on the primordial elements of art-making: the brushstroke, chiaroscuro, chromatic vibration, and the modulation of light. His work consistently falls within the modernist tradition, understood as a process of progressive purification aimed at isolating the very essence of pictorial language.
It is a visual exploration that avoids narrative to aspire to a timelessness grounded in the uniqueness and technical irreproducibility of the artwork.